Firenze Architettura
Più con meno
Basta una pietra a definire uno spazio: una pietra che, nel caso di Sisifo, è ormai tutt’uno col corpo, come sottende il progetto di Campo Baeza in apertura del numero. Con il tema “più con meno”, dedicato agli spazi di piccole dimensioni ma di grande intensità, la rivista declina quel “costruire con poco” già affrontato in precedenza, volendo additare quell’aspetto trascendentale del tema nel quale il meramente dimensionale s’avvia all’intrinseco valore poetico della misura. La stanza giapponese del tè e/o l’intero universo artistico di Vedova – nella sua messa in scena nell’opera di Renzo Piano ai Magazzini del Sale – sono entrambi assunti a paradigmi laici di quello che può essere considerato lo spazio per antonomasia: quello “spazio dello spirito” in cui il significato si condensa. Ma anche le architetture/microcosmo – rappresentate sia dall’allestimento pompeiano di Francesco Venezia, sia dall’aula ideale di Renato Rizzi, arrampicata sulla Cupola del Brunelleschi.
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